campodelsole (fc)

I presupposti strategici al progetto sono stati coniugare la realizzazione di un impianto produttivo, con tutte le necessità di una fabbrica del vino, la volontà della committenza di rendere visibile ogni fase della produzione, pensando, al tempo stesso, a una struttura edilizia intimamente legata al territorio. Capace quindi di integrarsi e dialogare con la morfologia collinare circostante, rendendo l’inserimento nell’ambiente il meno invasivo possibile, senza tuttavia nascondersi. La sfida raccolta con la progettazione di questa cantina, la prima tra quelle realizzate, è stata proprio di concepire un’architettura industriale avanzata ed educata nei confronti del territorio, nonostante le necessarie rilevanti dimensioni. La ricerca della soluzione tecnologica e formale innovativa, ma sempre fortemente legata al contesto naturale, umano e storico evita il rischio di cadere nel mimetismo ambientale o, all’opposto, di segnare un terreno sostanzialmente vergine con gesti autocelebrativi o ancora con intellettualistici minimalismi. Tipologicamente chiaro, ma insieme articolato nella sua morfologia l’edificio è caratterizzato da una complessità di linguaggio che fa riferimento alla lezione, assimilata e rinnovata, di Frank L. Wright e di Alvar Aalto. Geometrie complesse e soluzione strutturali estreme infatti contraddistinguono un insieme composto dall’accorpamento di blocchi di fabbrica distinti, anche per il trattamento dei materiali, che identificano le differenti destinazioni d’uso: il primo per il deposito del prodotto finito, gli uffici e gli spazi per la ricezione di clienti e visitatori, al centro il blocco di maggior peso dal punto di vista dimensionale destinato ad ospitare le varie fasi di lavorazione delle uve e infine l’alloggio per il custode. In tal senso il progetto valorizza orizzontalmente l’articolazione planimetrica, ma risolve la funzione naturale dell’edificio nella sua sezione, secondo un sistema di livelli sovrapposti che sfruttano l’orografia del terreno. E’ proprio dalle relazioni stabilite con i processi di produzione, e in particolare il processo di vinificazione a gravità, che si sviluppano le scelte progettuali. Le prime fasi di lavorazione avvengono nel grande piazzale superiore di accesso alla cantina, che grazie allo sbalzo di 17 metri della copertura diviene un ampio e aerato luogo di lavoro, protetto dagli agenti atmosferici, destinato ad ospitare tutti i macchinari utili al conferimento delle uve, alle operazioni di diraspatura e pigiatura. Lo spazio interno è a doppia altezza e si sviluppa fino a una quota inferiore di circa 5 metri rispetto al livello del piazzale coperto. Il mosto ottenuto dalle prime lavorazioni è versato nei fermentatori caricabili dalla quota del piazzale di conferimento delle uve, i serbatoi sono sospesi direttamente alle travi reticolari di sostegno alla copertura e accessibili grazie a un sistema di passerelle in acciaio inox. E’ proprio la grande e articolata copertura l’elemento architettonico caratterizzante l’edificio, risultato di una stretta collaborazione con Vincenzo Collina, l’ingegnere cui è stata affidata la ricerca di alcune soluzioni strutturali innovative. Il disegno della copertura, realizzata in alluminio verniciato verde rame, ricorda i tetti a padiglione delle Prarie Houses, wrightiano è il ricorso a generosi aggetti e l’artificio di punteggiare il tetto con lucernari. Inoltre accentua l’orizzontalità dell’insieme e gli conferisce unitarietà, ma è anche un inevitabile rimando all’ambiente circostante; così come i cinque grandi lucernari che servono a bilanciare la tensione orizzontale con calibrate controspinte verticali e insieme richiamano, sottolineandolo, l’orientamento dei vitigni. Non a caso infatti la cantina, esclusivamente raggiungibile dall’alto e quindi progressivamente visibile dall’alto, si presenta quasi incassato nel terreno, sapientemente adagiato sul declivio naturale e protetto da una sottile foglia verde. Solo il singolare cancello d’ingresso ne denuncia la presenza e, se i rapporti dimensionali con l’intorno e con l’uomo sono pensati in totale armonia con l’ambiente circostante, solo entrando nella cantina si percepisce l’imponenza degli spazi e quell’elevato livello di ricerca strutturale e tecnologica che diventa essenza e condizione fondamentale per governare il progetto.

committente
campodelsole srl
progettisti
fiorenzo valbonesi
collaboratori
angelo pagliacci, samanta silvani, simone silvani, gian paolo amadori, davide giaffreda
partners
gpf architettura, matura engineering, valentini, pietro ducci,
prestazioni

coordinamento, progettazione architettonica (preliminare, definitiva ed esecutiva) e direzione lavori

anno progettazione
2002
anno ultimazione
2006
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
  • 11
  • 12
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