Cantina del Bruciato - Tenuta di Guado al Tasso (Li)

La prima ed immediata riflessione
non può non riguardare il rapporto pregnante con il paesaggio circostante e l'ambito territoriale di riferimento.


Il progetto si colloca in un'area in cui la pianura, con
le sue distese di vigneti che si prolungano fino all'Aurelia e quindi alla pineta e poi al mare, lascia spazio a un lieve piano inclinato che porta lentamente verso le colline retrostanti. Tutta la zona circostante è ricca di dossi e zone leggermente sopraelevate ad andamento gibboso. Ne è testimonianza la quota sulla quale è stato ubicato l'edificio padronale che è posto a quota  mt 18 slm. L'attuale cantina ha invece la quota di imposta a mt 15.50 slm mentre i vigneti iniziano a quota mt 11.50 slm per poi scendere lentamente verso il mare.


L'area di progetto, posta in prossimità dell'ingresso dalla vecchia Aurelia è accessibile  tramite un lungo viale di pini marittimi.


Utilizzata fino ad ora come maneggio per cavalli si compone di un area aperta per il pascolo, un capannone, una serie di paddock, una piccola abitazione per il custode ed una cabina enel.


Il progetto prevede il mantenimento e il miglioramento
del capannone esistente per ospitare il nuovo centro aziendale e la demolizione degli altri manufatti.


Limitrofa a questo edificio e posta dall'altra parte del
viale alberato è pensata la nuova cantina.


Il progetto prevede la realizzazione di una nuova cantina vocata esclusivamente alla produzione.


L'impianto produttivo  si divide principalmente in tre momenti: la zona di conferimento uve;  l'area dedicata alla vinificazione e lo stoccaggio e quella finale composta dalla barricaia, l'affinamento in vetro e i depositi necessari.


La zona di conferimento uve si compone di un aree coperta integrata perfettamente nel sistema costruttivo del corpo principale  e di una tettoia, posta in aderenza con questa, al di sotto della quale vi è un leggero dislivello (+1.70 mt) che rende possibile il conferimento delle uve nei periodi di vendemmia.


La vinificazione, divisa in bianchi e rossi dalla zona di stoccaggio, utilizza per la maggior parte i serbatoi esistenti.


L'area dedicata alla barricaia, divisa in due aree per necessità di temperature interne diverse, è disposta
centralmente e collegata a nord con l'area d'imbottigliamento e deposito vetro a sud con i volumi tecnici e vani ricovero mezzi e bins.


La quantificazione e la dimensione dei suddetti spazi è dovuta alle necessità della produzione. Tutti gli ambienti sono pensati su di un unico livello (0.00 mt) ad eccezione degli ambienti dedicati alla degustazione del vino ed al laboratorio analisi che si sviluppano su tre livelli.


Lo schema distributivo, nato dalla volontà di creare un ciclo produttivo di massima efficienza, in pianta è molto chiaro e organizzato ed è sotteso da un sistema costruttivo  con un passo di 5 m a campata che trova in facciata una certa articolazione.


Il progetto, riprendendo le tematiche industriali di  riproducibilità degli elementi, è pensato come un oggetto modulare lungo l'asse longitudinale con ritmo a-b-a-b. Queste campate nel colmo di copertura si raccordano in una linea di costruzione curva comune a tutto il progetto creando un effetto di movimento a shed che rende possibile l'illuminazione naturale della cantina.


In facciata il sistema si traduce in elementi spezzati, ricordano lontanamente delle rocce e che fungono
da serre solari per le zone di vinificazione.


Inoltre vogliono creare, viste le grandi dimensioni dell'intervento un vero e proprio paesaggio supportato
dalla presenza di dune ricche di vegetazione mediterranea che ne riducono e mitigano l'impatto visivo.  Con questi presupposti il terreno scavato per la costruzione verrà utilizzato per la creazione di questi elementi.


Le dune seguono perimetralmente tutto l'edificio, delimitando la circolazione dimensionata per due carreggiate di mezzi pesanti che serve la cantina.

committente
Antonori Società Agricola
progettisti
Fiorenzo Valbonesi
collaboratori
Francesco Gasperini, Giovanni Pulelli, Agnese Valbonesi
partners
aei progetti (Niccolò De Robertis, Francesco Antonino, Marco Pratellesi, Lucio Rizzo)
prestazioni

progettazione architettonica - preliminare, definitiva, esecutiva, coordinamento e supervisione artistica

anno progettazione
2014
anno ultimazione
2018
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