villa bifamiliare a cesena (fc)

La villa, situata in un lotto regolare, ad angolo tra due strade, in quartiere residenziale poco distante dal centro storico di Cesena, spicca per forma e cura del dettaglio architettonico.
Sono già del tutto evidenti in questo progetto il metodo e i principi ai quali il lavoro dell’architetto tiene fede durante la sua lunga carriera professionale: un’accurata lettura del contesto, che in questo caso si fa critica dello stesso qualificandolo, un linguaggio che reinterpreta forme architettoniche consolidate, da Le Corbusier a Carlo Scarpa, un’estrema attenzione al particolare.
Completamente immersa nel verde, ma ben visibile nei fronti su strada, la residenza bifamiliare si sviluppa su tre livelli, un seminterrato e un interrato, dove si colloca il garage, da un lato, mentre dall’altro su due piani più un seminterrato.
Compositivamente si articola in un gioco di volumi calibrato e diversificato sui quattro fronti, con ampie terrazze a sbalzo, grandi aperture vetrate apribili, larghi sporti della copertura piana che su tre lati lascia intravedere la presenza di un tetto giardino. La struttura in cemento armato consente questo tipo di articolazione volumetrica, ma anche, nelle molte parti lasciate a vista, un particolare disegno delle facciate. La diversa finitura delle superfici faccia a vista disegna infatti una texture che esalta la plasticità del materiale e rompe, insieme all’alternarsi di parti rivestite ad intonaco bianco e alla presenza di grandi scuroni lignei, la ripetizione monotona delle superfici cementizie.
Lo studio del dettaglio infine caratterizza fortemente il progetto, a partire dall’accesso su strada, valorizzato da una composizione di pannelli in marmo bianco che ricorda tanto un quadro di Mondrian quanto l’architettura di Carlo Scarpa. Ma i riferimenti al maestro veneziano sono visibili anche nel disegno della pensilina in ferro a protezione dell’ingresso e in quello dell’intero spazio esterno, dalle fioriere alle pavimentazioni.
Richiami e riferimenti già in nuce nelle opere realizzate precedentemente, sebbene ancora limitati a minimi accenni, che qui invece danno vita ad una più evidente e matura definizione di un linguaggio che, pur costantemente rivisto e modificato a seconda di contesto, funzioni e tipologia, diviene la “firma” di un architetto.
committente
privato
progettisti
fiorenzo valbonesi, gilberto orioli
prestazioni
progettazione architettonica e direzione lavori
anno progettazione
1990
anno ultimazione
1994
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